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Solo un’opportunità

Opportunità
Sapete quei luoghi comuni del tipo “volere è potere” oppure “se vuoi qualcosa vai a prenderlo” ecc. Ecco queste cazzate mi fanno davvero girare le balle. Perché anche se è vero che la volontà e l’impegno sono molto importanti quando ci prefiggiamo un obiettivo, è altrettanto vero che il destino , il fato o come volete chiamarlo, è lui che realmente decide come andranno le cose alla fine. E per quanta volontà tu ci possa mettere, come si dice a Roma “si te dice pedalino, te la pii in saccoccia!” (tradotto: se la sorte è avversa non puoi che rassegnarti ad essa).
Io ne sono una testimone oculare. Ho visto persone spaccarsi in quattro tutta la vita facendo sacrifici e rinunce pazientemente, per poi ritrovarsi con un pugno di mosche. Come è anche vero che ho visto persone, che senza muovere un dito, hanno ottenuto mari e monti. Amici questa non è volontà, questo è semplicemente CULO!
Io, che come è noto a chi mi segue un pochino, non sono proprio il ritratto della fortuna, mi sono sempre spezzata le reni per ottenere qualsiasi cosa e nonostante ciò, sono qui, triste e sconsolata nel mio fiume infinito di sfiga, a collezionare tentativi su tentativi e delusioni su delusioni, senza mai lasciarmi abbattere, ma tentando invano come una deficente.
Cosa deve fare una persona oltre che metterci la buona volontà? Oltre che imparare a fare rinunce e sacrifici? Cosa deve fare una ragazzina di sedici anni, più che andare a scuola e lavorare contemporaneamente per poter avere quello che hanno gli altri e dare anche una mano a casa? Cosa deve fare una, oltre a rinunciare agli studi accademici per dedicarsi alla famiglia che ha bisogno? Oltre che spaccarsi la schiena rovinandola già a venti anni e aspettare pazientemente che quella piccolissima scintilla di fortuna, un giorno, bussi anche alla sua di porta? “la ruota gira” Si certo, ma quando cazzo gira?? Non mi pare che giri, deve essersi inceppata, qualcuno metta un pò di olio negli ingranaggi!!
Ecco, quello che serve ad una persona, a tutte le persone, è un’opportunità. Almeno una nella vita, per tutti, indistintamente.
Una cazzo! Una!
E invece no, come diceva il buon Leopardi la natura è maligna. Io aggiungerei anche “sadica stronza” ma non sono evidentemente un poeta.
L’opportunità poteva capitarmi quando a 16 anni tornavo da scuola, facevo i compiti e poi andavo a fare le pulizie fino alle 21. Poteva capitarmi un “buon samaritano” che mi evitasse di pulire cessi di luridi adulti che pisciavano e non solo, in ogni centimetro di quei fottuti bagni (tra l’altro di un ‘importantissima azienda, manager che prendevano 7-8 mila euro al mese, alla faccia della superiorità di classe che credono di avere quei ricconi di merda!). O quando a 17 dopo la scuola andavo in ospedale da mia madre, che era già malata e stava mesi interi ricoverata, per portarle compagnia e cose pulite, e poi andavo a pulire i suddetti cessi, tornavo a casa, preparavo la cena per mia sorella e pulivo casa perché poi la mattina dovevo andare a scuola e quando tornavo ricominciava il giro compiti- ospedale- pulizie- casa, da capo.
No nemmeno in questo caso l’ho avuta. Oppure quando dopo il primo anno di università, visto che la situazione sopracitata era rimasta invariata, ho deciso di rinunciare perché non riuscivo a stare dietro a tutto. No nemmeno qui.
Poteva capitarmi una cazzo di brava persona che si interessasse almeno di sapere come stavo e mi facesse sentire meno sola e meno stronza. No, niente. Eppure, ho sentito e conosciuto, persone che si sono lamentate del fatto che i genitori non volessero comprargli la macchina. E io sono stata sempre zitta, perché non mi sono mai approfittata nemmeno per un secondo della mia “sfiga” facendo la vittima, mai. Avrei voluto rispondere “Ah, dite quella macchina che a ventuno anni, mi sono comprata con tutti i soldi risparmiati in tutte quelle estati dai 16 ai 21 anni, in cui voi eravate in vacanza in Sardegna e io a fare la schiava?” Oppure che non gli davano i soldi per l’assicurazione; “ah, intendete quella che mi sono sempre pagata da sola finchè una testa di cazzo figlio di papà, non si è schiantato ubriaco sulla mia auto e ho dovuto pure pagare la demolizione, e l’assicurazione non mi ha rimborsata perché è scappato e non si poteva denunciare nessuno?” Ma non pensate che io li odi perché hanno tutto, io li odio perché sputano sul tutto e non apprezzano niente e nessuno. Come quando mi comprai con i soldi guadagnati durante l’estate, l’allora bellissimo Nokia 8210 e uno stronzo a scuola, me lo rubò in classe perché ci si comprava la cocaina. Il signorino era di una famiglia cosiddetta “per bene” e si pavoneggiava del fatto che viveva in una villetta ed era pieno di soldi, il signorino, come altri, bullizzava chiunque ritenesse inferiore socialmente, mi sfotteva, però ha dovuto rubare a me. A me. Quando l’ho saputo, senza dire nulla, un giorno gli sono andata davanti e senza argomentare gli ho detto “spero sia l’ultima che ti compri” e me ne sono andata, non so nemmeno se abbia capito, con quei due neuroni bruciati che si ritrovava. Non avevo prove, non potevo denunciarlo, anche se ho denunciato il furto, e me la sono presa in saccoccia anche allora.
Ecco, io la buona volontà cel’ho messa sempre. Non mi sono mai vendicata di nessuno, ho “volato sempre alto”, come si suol dire. Ho lavorato, ho fatto sacrifici, rinunce, e questo da quando avevo 8 anni (non che a 8 lavorassi, ma mi facevo tutte le cose da sola, compreso andare e tornare da scuola, spolverare la mia stanza e rifare il letto).
Mi sono guadagnata sempre tutto. Tutto. Eppure niente mi è tornato, nemmeno una pacca di consolazione sulla spalla.  Non dico che volessi diventare miliardaria, ma almeno un pò di serenità. Non mi sembrava di chiedere chissà cosa. Un’opportunità. Una sola. Me la sarei fatta bastare. Ecco perchè quando qualcuno mi dice che sono troppo rigida, troppo pessimista oppure mi sciorina quelle frasette buoniste del cacchio, mi parte l’embolo. Non ho un cacchio da sperare, non c’è niente che mi possa dare motivo di essere ottimista, e anche se il 90% delle persone che mi conosce, tutte queste cose che racconto a voi non le sa (si sono anche riservatissima), anche se io non do mai a vedere nulla, anche se da fuori sembro una allegra e spensierata ragazza che ride e scherza sempre, dentro di me queste cose (e molte altre) hanno lasciato il segno e certe ferite non si rimarginano mai. Quindi quel bel sorrisetto sapete dove potete mettervelo?  Ognuno è libero di essere ottimista o pessimista quanto vuole, senza imporsi o far pesare agli altri, il fatto di essere diversi. Perché ogni cosa che abbiamo, o non abbiamo, quello che siamo o non siamo; è semplicemente per caso, è semplicemente perché c’è stata data o meno, un’opportunità.

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Pubblicato in: netflix, Serie TV

LA CASA DE PAPEL – Netflix

casa de papel

La casa di carta, tradotto in italiano, è una serie Spagnola che potete trovare su Netflix.
Una serie che mi è piaciuta moltissimo. Colpi di scena continui, zero momenti morti, personaggi fantastici, ma sopratutto intelligenti e risvolti che non ti aspetteresti mai, sono solo alcuni degli ingredienti che rendono questa serie a dir poco strepitosa.
Un tizio (ebbene si, i personaggi non svelano i loro nomi, poi capirete perché) che si fa chiamare “il professore”, architetta un piano per compiere il furto più grande mai realizzato ( per la precisione 2400 milioni di euro) , all’interno della zecca di stato di Madrid, senza in realtà rubare niente a nessuno. Già questo mi fa vibrare di gioia il cervello! 😀
Il Professore, studia per anni il piano e recluta avanzi di galera e persone abbastanza disperate che non hanno più nulla da perdere, stabilendo che nessuno dovrà rivelare il proprio nome agli altri, così tutti saranno protetti e dopo il furto potranno sparire nell’anonimato più totale. I componenti della squadra si soprannomineranno con nomi di città, ognuno di loro avrà un ruolo ben preciso nel piano. La cosa bella di tutto ciò è che inizialmente nessuno conosce nessuno, ma pian piano i personaggi stabiliscono dei legami (perfino con gli ostaggi), come è naturale che sia.

Tokio è il personaggio centrale. Colei che narra tutta la vicenda. Una ragazza povera e abbastanza sfortunata, cresciuta negli stenti e finita per diventare un’avanzo di galera, ricercata dalla polizia.
Personalmente posso dirvi che sono molte, anzi moltissime, le volte che la prenderei a schiaffi, ma alla fine, tenendo conto di tutta la sua storia, si tende un pochino a giustificarla e ci si affeziona anche a lei.papel_

Insomma, gli 8 rapinatori entrano in azione, niente succede per caso in questa serie, anche una spina attaccata o staccata dalla corrente, o una porta lasciata aperta o chiusa, fanno parte del piano del Professore, che è a dir poco un genio Machiavellico.
Ogni puntata richiede attenzione e spirito di osservazione. Io l’ho trovata magnifica proprio per questo! (e non lo dico perché sono di parte n.d.a.)
Il piano è, restare chiusi dentro la zecca più tempo possibile, per poter stampare più “denaro non segnato” possibile, e uscire senza uccidere nessuno.
Ovviamente l’unica cosa che il Professore non può controllare, per quanto geniale sia, è il destino, e non tutto andrà sempre secondo i suoi piani. Non vi svelo altro.
Un’altra cosa che mi è piaciuta, è che non ci sono buoni e cattivi, non ci sono personaggi “odiosi”, vi troverete a tifare contemporaneamente sia per le “guardie” che per i “ladri”!

Ora la nota dolente.
Il signor Netflix, da bravo volpone, ha fiutato subito il possibile successo della serie ed ha avuto 2 brillanti idee : la prima è di tagliare le puntate (che in Spagna sono di 1h/ 1h e mezza l’una) in due, al fine di allungare la serie (che è 1 sola) e la seconda brillante idea, è stata quella di non rilasciare tutte le puntate. Quindi in italia avremo la 2 stagione (che però in realtà non lo è) solo nei primi 6 mesi del 2018, non ci sono ancora date ufficiali.
Io ovviamente me la vedrò in lingua originale se riesco a trovarla, perché mi danno enormemente fastidio questi “stravolgimenti” senza senso.

Per concludere

Tokyo, Mosca, Rio, Berlino, Nairobi, Helsinki , Oslo e Denver, vi aspettano su Netflix
preparate UN MONTON DE PALOMITAS!!!! (un sacco di popcorn)

Besos!

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La sera

“Quando arriva il buio, la mente va prima sulle cose che le danno preoccupazione, e poi si rifugia nei desideri e nelle mancanze”

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Fin da quando ero piccola, la sera è stato il mio momento preferito della giornata. Nei periodi più brutti ed intensi, vorrei proprio che il giorno non arrivasse mai.
Sarà che la vita mi ha messo alla prova molto presto, sarà che ho dovuto crescere in fretta e smettere di sognare, ma il mio momento preferito, è sempre quello in cui la vita può essere messa in pausa. Non hai più formalità da rispettare, persone da vedere per forza, sorrisi di circostanza da fare, gesti di diplomazia fatti per il quieto vivere, situazioni che non ti piacciono che sopporti e mandi giù per circostanza, non hai obblighi verso niente e nessuno. Sei solo tu, il tuo pigiama confortevole, il tuo letto accogliente e i tuoi pensieri prima, i tuoi sogni poi.  Purtroppo è l’unico momento in cui mi sento veramente e totalmente libera. Posso avere ciò che voglio senza il bisogno di possedere denaro per poterlo avere, posso essere come voglio : più magra, più bassa, più bella; posso indossare ciò che voglio e che più mi piace, senza dovermi adeguare al portafogli. Posso fare il lavoro che voglio, senza la laurea che non ho potuto permettermi di prendere. Posso avere una casa, un’auto, tutto!
Si è una questione di 8 massimo 9 ore al giorno, ma vi assicuro che dopo tutte le costrizioni che ci impone la vita, dopo tutti i sacrifici e le rinunce che uno deve affrontare quotidianamente, sono come il miele!
Magari a qualcuno potrà sembrare anche un pò triste, io invece lo trovo consolatorio. Come se qualcuno mi abbracciasse e mi dicesse ” va tutto bene, qui non ti può succedere nulla”. E visto che nella vita vera non ho nessuno così, mi faccio coccolare molto volentieri dai miei sogni, anche perché temo proprio che resteranno tali per sempre.
Ci dicono che la vita la gestiamo noi, ma non è vero. Noi possiamo metterci la buona volontà, l’impegno, la pazienza, ma sarà sempre e solo il fato ad avere l’ultima parola. Che ci piaccia oppure no.

O notte, o dolce tempo, benché nero,
con pace ogn’ opra sempr’ al fin assalta;
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onor’ ha l’intelletto intero.
  Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero;5
ché l’umid’ ombra ogni quiet’ appalta,
e dall’infima parte alla più alta
in sogno spesso porti, ov’ire spero.
 O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria a l’alma, al cor nemica,10
ultimo delli afflitti e buon rimedio;
 tu rendi sana nostra carn’ inferma,
rasciughi i pianti e posi ogni fatica,
e furi a chi ben vive ogn’ira e tedio

Michelangelo Buonarroti

 

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Perché, avevo ragione io a non voler fare figli.

A dispetto di quello che può sembrare dal titolo, mio figlio è la cosa migliore che io abbia fatto nella mia vita. L’unica che mi è venuta veramente bene e che mi da soddisfazione. Ora però vi spiego perché credo che la Deby di oltre due anni fa, aveva ragione.

Quando fai un figlio, sopratutto se sei la mamma, il tuo sesto senso e la tua sensibilità si amplificano del 200%. Vedi totalmente tutto sotto un altro punto di vista (ovviamente se sei dotata di istinto materno, altrimenti non ti cambia nulla. Si anche le donne senza questo istinto fanno figli. E no, non è che sono cattive madri, ma diciamo che sono meno “chiocce”)
Il motivo principale per cui avevo deciso che non avrei avuto figli, è che sono molto sensibile ma anche molto razionale, ed il mondo mi sembrava un posto troppo brutto, pericoloso e pieno di dolore, e mai avrei voluto farci vivere nessun essere che mi stesse a cuore; non ci vivrei nemmeno io se fosse possibile, figuriamoci se ci farei vivere mio figlio. Avevo anche pensato “ma ci sarò io a proteggerlo” ma subito mi sono corretta “io non sono eterna, non ci sarò sempre” e mi ero arresa.
Troppe guerre, veleni, malattie, gente senza morale, senza cuore; per me è un posto terrificante, e quindi, per proteggere il mio eventuale figlio, avevo deciso che non lo avrei proprio fatto. Alla fine però, convinta da mio marito e tranquillizzata dal fatto che insieme avremmo fatto qualsiasi cosa per proteggerlo ogni volta che fosse stato possibile, mio figlio è nato.

Col passare del tempo, fra un infarto e l’altro, mi sono abituata e mi sono arresa all’idea che una donna, quando diventa madre è condannata ad essere preoccupata per tutta la vita, e non importa che lo dia a vedere, perché lei lo sarà comunque, costantemente.
Perché quando nasce un figlio, il cuore di una madre batte quasi esclusivamente per lui. Una mamma si farebbe uccidere per il bene dei suoi figli. Una mamma non pensa quasi mai a se, ma sempre e solo a suo figlio: se c’è poco dolce dice che non le va, per permettergli di poterlo mangiare, se ha una sola coperta, dice che non ha freddo, per far coprire suo figlio, sacrificherebbe tutta se stessa per lui. Una donna è trasformata istantaneamente dal momento che diventa mamma. Per essere mamma non bisogna avere ego quasi per niente, perché devi essere disposta a rinunciare a tutto.
Questo però, non significa che a volte, non si soffra nel fare certi sacrifici.
Non significa che realmente non sentirà freddo quando cede la coperta, o che non avrà fame, o che non avrà sonno, o che non avrà bisogno di pensare a se, riposare, svagarsi. Lei ormai è divisa in due, ma quello che “vuole” sarà sempre battuto da quello che “deve”. Sempre.
Purtroppo la nostra società ipocrita e tendente al buonismo e alla menzogna, ha l’irrefrenabile necessità di infiocchettare qualsiasi cosa e mai di dire le cose per come stanno, o di chiamarle con il loro nome. Guai a chi lo fa.
La maternità, come in generale qualsiasi cosa della vita, o la vita stessa, vengono sempre descritte come qualcosa di “fantastico” e a volte vengono fatte sembrare come cose “facili” perché “naturali”. Ma ricordatevi che la natura, è si una cosa bella, ma non è per niente magnanima. E il binomio “natura = bello, facile e fatine scintillanti” è una cazzata colossale! Ma no, la società, quando la contraddici, ti etichetta, ti ghettizza e ti distrugge.
Guai a dire che la vita è una strada piena di merda, e che i momenti belli sono sporadici e spesso vanno a fortuna. No No! Sei un pessimista se dici così. Sei negativo, brutto cattivone! Ma è un dato di fatto. La vita è bella perché la rendi bella tu, non perché lo sia di suo. La famiglia è bella perché fai un triliardo di sacrifici. L’amore è bello se sei capace a scendere a compromessi, a perdonare, ad avere molta pazienza e a fare rinunce.

La società è ipocrita e bugiarda, ma io non sono così. Io sono una pecora nera, una fierissima pecora nera. Mi hanno chiamata in ogni modo: sovversiva, Bastian contrario (chi cazz’è poi questo!?) , salmone contro corrente ecc ecc. Ma sapete che c’è? Non mi sono mai sentita offesa, anzi. Io dico quello che penso, con garbo, educazione, ma senza peli sulla lingua. Non me ne frega un cacchio della società, non me ne frega un cacchio di essere emarginata, non me ne frega un cacchio!
Per questo vi dico che non è per niente rosa e fiori, che avevo ragione, le mie paure erano fondate. Sono terrorizzata per il futuro (ma non il mio), spaventata per quel che accade ogni giorno, perfino per quel che “potrebbe” accadere, e se non lo facevo, allora si che sarebbe stato protetto davvero. La verità è che non li possiamo proteggere realmente come vorremmo. La verità è che avremo paura per loro, per tutta la vita. Ecco perché avevo ragione. A volte penso che l’egoismo non è il non fare figli, ma il farli.
Quando cerco di fare un colloquio ma non ci riesco perché o sei troppo vecchia, o sei inesperta, o troppo esperta o, più spesso “donna over 30 + figlio” = anche no!
Quando vedo il conto perennemente in rosso, quando guardo il calendario e vedo che “Cazzo! Sono già tre anni che sono disoccupata!” , quando (raramente) guardo un tg e vedo che il mondo è sempre di più una merda, la prima cosa che penso non sono io.
Io sono forte, sono cresciuta in fretta, ho le spalle larghe, la sofferenza mi ha temprato.
Posso anche finire sotto un ponte e so che me la caverò tranquillamente. Quello che invece penso io, quando queste o altre cose passano davanti ai miei occhi o nella mia mente, è: “cazzo, devo proteggere mio figlio. Se non ho futuro io, che ne sarà di lui? Perché cazzo non mi do mai retta? Avevo ragione, di nuovo.”  E vi assicuro che è un pensiero terrificante. Perché un conto è badare a te stesso, decisamente un altro è proteggere una creatura totalmente indifesa e totalmente dipendente da te.

Quindi, se anche voi avete dubbi, se anche voi siete in grado di non pensare solo al vostro ego ma riuscite ad essere razionali e fare un analisi generale, non vi fate suggestionare dalla società. FATE QUELLO CHE VOLETE VOI. QUELLO CHE SENTITE.  Non vi fate dire da nessuno “le cose si fanno così da 2000 anni”, oppure mi dicevano “ma se non fate figli non è una famiglia” oppure “una famiglia senza figli è un giardino senza fiori” . STRONZATE!!! Fare un figlio è una cosa bellissima ma al contrario di quel che vi dicono, è difficilissimo e devi sentirtela, devi farlo con cognizione, e non perché “prima o poi va fatto”. Non è per niente un gioco.
E NON E’ SBAGLIATO ESSERE “DIVERSI”.
NON E’ SBAGLIATO PENSARE CON LA PROPRIA TESTA.
Ricordatevi che ci dicono cosa fare e come, da quando nasciamo, per tutta la nostra vita.  Ci trattano come computer da programmare. Eppure il mondo è una merda lo stesso. Forse quello che fanno e che vogliono che noi tutti perpetuiamo non è poi così perfetto, no? Forse le cose possono essere fatte anche in modo diverso? Forse se non me la sento di avere figli, di sposarmi, se non voglio seguire le tradizioni, posso farlo senza essere etichettata o crocifissa? Forse posso ritenermi una persona buona e corretta, anche se non vado a battermi il petto in chiesa, ma semplicemente sono empatica, umana e sensibile e rispettosa del prossimo?
Forse le tue idee non sono sbagliate solo perché sono diverse da quelle della massa.
Forse tu non sei sbagliato come cercano di farti sentire. E forse, la vita è tua, anche se non l’hai richiesta, ed hai il diritto di gestirtela per fatti tuoi.

Forse, quando ti è venuto quel dubbio per una serie ragionata di motivi, avevi ragione tu?

 

Besos
Deby

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Due parole di fine anno

3 anni fa ero a Varsavia a passare il capodanno. Non è stato il classico veglione co le trombette e i trenini a ritmo di “peppèppeppeppepè…” ma è stata un’esperienza bellissima. Perché ho passato il capodanno viaggiando e questo vale già più di qualsiasi altra cosa. Io sono una di quelle che piuttosto che chiedere creme, scarpe, borse ecc preferisce tenersi un maglione e un pantalone vecchi ma farsi un bel viaggio.

Detto ciò, bando alle ciance e ai ricordi, torniamo alla mia cara vecchia amica Ironia e citerò me stessa 😂😂😂

Questo è il mio ultimo post 2017…”e che chiedi, che chiedi al 2018? E che dici, che dici del 2017?” Eeehhhhhhhhhhh…😤 🕉️

A sto 2017 dico solo “addio”🖕🏼, manco me ce spreco più a insultalli l’anni che se ne vanno.

Il 2018…E che ve devo dì, ormai saranno più de 20 anni che spero in una svolta, ma niente. Chiedo la salute, ma niente. Chiedo soldi, mica tanti è, ormai anche il minimo sindacale andrebbe benissimo, ma niente. Altro non chiedo, pe carità, figuramose se smette de piove sul bagnato e pe na volta piovesse sul deserto 🏜 Je potrei chiede pietà, ma so quasi per certo che otterrei l’opposto.

Quindi sai che c’è? Io quest’anno, me faccio proprio, come dicono a Parioli, “li ca**i mia”! Non chiedo proprio niente, 🤐 faccio proprio la vaga, 😌 e chi s’è visto s’è visto. Ciao core!! 👋🏻

Auguri a tutti 🥂 bevete, magnate, ridete e non aspettateve niente, così se non arriva niente non ci rimarrete male, e se arriva qualcosa, sarà una bella sorpresa. Questa è la mia filosofia ormai. Buon veglione 😘

Pubblicato in: Libri, Musica e poesia

Un mantra da ripetere…

“Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.”

Ernest Hemingway

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Merry Christmas ipocrisia!

Ah, che bello! Ci risiamo. Questo è il periodo dell’anno che più rappresenta questo mondo. Infatti è il periodo dell’anno che odio di più.

Natale. Festa della diversità… Nel senso che evidenzia tutte le diversità possibili. Fra chi ha tutto, chi ha troppo, chi ha poco e chi non ha niente. Fra chi lo passa da solo, chi lo passa al freddo, e chi lo passa in famiglia, o con presunti amici. Chi lo passa nello sfarzo, fra luci, ricchi buffet e quantità imbarazzanti di regali. Cene con tavolate chilometriche, magari con gente che durante l’anno non sa nemmeno come ti chiami. La festa dell’apparenza. La festa dell’ipocrisia e del buonismo.

Quanti natali, passati da sole, senza che nessuno chiedesse niente, senza che nessuno si interessasse realmente.

“sono passata a farti gli auguri, sai stasera ho una cena da amici, siamo 30”, e tu educatamente “grazie altrettanto, passa un buon Natale”. Ma io, che ascoltavo e guardavo la scena, anche se ero piccola pensavo “cosa cazzo è passata a fare? Ci saluta a malapena, non vede che la casa non è addobbata, che non c’è nessun buffet, nessuna festa. Possibile che ogni anno si ripete la stessa scena e mai che qualcuno chieda cosa faremo noi, se per una volta vogliamo compagnia. ” Niente. Poi sono cresciuta, siamo state meglio ma sto periodo mi ha continuato a far schifo. Penso inevitabilmente a chi quelle sere di merda le passa da solo, chi le passa seduto per strada ad elemosinare. E penso a tutti quelli che dicono che bisogna essere tutti più buoni, ma poi se ne stanno serenamente chiusi in casa ad abbuffarsi, imbellettati nei loro costosi maglioni di cachemire. E nemmeno per un secondo penseranno a chi è meno fortunato. A me non mi prendete per il culo. Sono solo cazzate che dite per fare i buonisti. Ed è proprio questo che mi fa più incazzare.

Io il natale lo passo quasi sempre pensando a questi poveri cristi. Perché sono stata una di loro. Lo passo sentendomi quasi in colpa per quello che ho e sentendomi una pezzente di merda per quello che non ho. Ma ho deciso di cambiare, di creare un Natale tutto mio. Ho deciso che a casa mia natale sarà la festa della famiglia, dell’affetto. Una sorta di San Valentino per famiglie. Dovrà essere modesto e mai volgare. Servirà solo per stare insieme e basta, per ridere e scambiarci un pensiero, e ho deciso che non voglio passarlo con tutti i parenti, ma solo con chi vivo e mi vive, tutto l’anno.

Natale mi fa veramente schifo. Esattamente come questa società. Ma ovviamente sono io la scorbutica. Come sempre.

Merry Christmas!

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Justice League

JL

Finalmente posso fare una nuova recensione! Erano almeno 2 anni che non riuscivo più ad andare al cinema. Vedi i figli…? Vabbè, finalmente la scorsa settimana sono riuscita ad andare al cinema, con tanto di quintalata di pop corn placcati in oro (co quello che te li fanno pagà!)
Allora, io amo Marvel e amo i film con i supereroi, è una delle poche “americanate” che ancora tollero. Ma devo confessarvi il motivo principale e forse anche unico, che mi ha spinto fortissimamente ad andare al cinema:

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LUI Jason Momoa

DONNE! è arrivato Acquaman…Santa pupazza… Ora capisco cosa provano gli uomini quando gli impazziscono gli ormoni. Bighe di ormoni scatenati da tenere a bada con molta difficoltà. Ma cel’ho fatta, e sono sopravvissuta a tutta sta bella visuale.

Ok ora che ho detto questo posso anche dedicare qualche riga al film:

Note negative :
– Acquaman ha poche scene, non quante ne meriterebbe. 😛
– Ho trovato che il film ha dei momenti troppo lenti e altri troppo rapidi in cui all’improvviso non capisci più cosa sta accadendo, e poi ci sono le famose “americanate”, scene un pò assurde ma vabbè, essendo fantasy ci sta.
– Nella parte iniziale non mi è piaciuto il fatto che non spiegano come sia morto Superman. Non ho capito se il motivo è che magari è morto in un altro film o se lo hanno solamente omesso. Nel primo caso sarebbe stato carino almeno un flashback perché magari non tutti hanno seguito ogni pellicola; nel secondo caso invece: “co tutti i miliardi che piàte ve potevate pure sprecà no!?”.
– Ben Affleck versione Griffin anche no. Ma in generale Ben Affleck anche no. Poi ha la maschera che distorce la voce per non farsi riconoscere, ma 1. Pure mi nonna sà che Batman è Bruce Wayne e 2. Je fa na voce che pare lo abbiano preso a calci nelle parti basse. Non mi è piaciuto un granché. Non ho capito se è Affleck che era in sovrappeso o se si è preso talmente tanti steroidi da sembrare Johnny Bravo. Bha, mistero!

Note positive:
– Acquaman è quasi sempre mezzo nudo. 😀
– L’attore che interpreta la parte di Flash, Ezra Miller, è a mio avviso bravissimo, molto espressivo ed ha reso il personaggio molto simpatico, spezzava un pò la tracotanza che hanno avuto in alcuni momenti gli altri personaggi ed ha dato freschezza al film secondo me. Personalmente non lo conoscevo o forse non lo avevo notato e non me lo ricordo. Spero che gli lascino fare Flash anche in pellicole future. Non capisco sta mania che hanno i registi di cambiare gli attori ai personaggi che piacciono alla gente. Apriamo una parentesi Batman: credo che non si sia ancora trovato l’attore giusto; a me sono piaciuti almeno 3 interpreti: Christian Bale, ne “Il cavaliere oscuro” è stato bravissimo e mi è piaciuto molto il lato umano di Batman che ha saputo far trasparire. Poi mi sono piaciuti Val Kilmer (forse il mio preferito fin ora) e anche Michael Keaton. Facendo un bilancio lascerei però la parte a Bale.
– Forse faranno un film solo su Acquaman con Jason?? Lasciateci sperare.

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Detto questo passo e chiudo, spero di riuscire a recensire presto qualcos’altro. Vi consiglio di andare al cinema a vedere questo film perché Momoa visto su uno schermo di almeno 20 m x 16 m è un bel vedere 😀  ok la smetto! Ciaooooo

Besos! :*

 

Pubblicato in: BEAUTY TIPS, Fai da te, Noi Povery, Senza categoria, Storie da disoccupati

Noi Povery

Finalmente ho trovato un nome alla mini rubrica dedicata al risparmio estremo per noi “povery” veri… Vorrei cercare di segnalarvi più cose possibili per farvi avere più o meno quello che hanno le persone più abbienti ma spendendo meno della metà di quanto spendono loro… Insomma, sembrerete Paris Hilton ma il conto resterà sempre di un bel rosso cardinale! 😂

Ovviamente essendo purtroppo una donna, la maggior parte dei post saranno rivolti al costoso mondo femminile. Chiedo venia. Tuttavia il reparto food/viaggi potrebbe essere interessante anche per voi maschietti 😂

Oggi voglio cominciare da un mascara. Come ben sapete, i mascara meno pregiati costano comunque non meno di 12 euro. Quando troviamo mascara a meno, spesso non ci fidiamo e preferiamo spendere di più. Ma io, mi sono immolata per voi amiche care ed ho provato un mascara che mi è costano meno della metà, dura tutto il giorno, e fa le ciglia bellissime! Zero grumi, ciglia divise ed incurvate. Questo portento lo trovate da acqua e sapone, la marca è italiana: “Bella oggi”… E benestante domani!

Costa ben 4,50€ ed il risultato è buono, vi metto haimè una foto mia… Considerate che è un mascara non un chirurgo quindi non sono diventata Adriana Lima ma almeno l’effetto che volevo l’ho ottenuto!

A destra dello schermo c’è il mascara, a sinistra è senza.

Bene. Il mascara lo possiamo comprare anche quando siamo parecchio scannate. Ora passiamo al profumo…. Vi piace Coco Masdemoiselle di Chanel? La boccetta piccola costa 70€ e quella grande 121…. Non credete di potervelo permettere? Sbagliato!

Da Lidl potrete comprare alla modica cifra di 5 euro, Suddenly Madame Glamour un profumo identico e che, ve lo giuro, dura tutto il giorno.

Preferite J’Adore di Dior? Abbiamo anche quello… Si chiama Avalon, ha la scatola arancione. Lo specifico perché Avalon esiste anche in versione azzurra, e indovinate un po’ cosa imita? Bravissime! Cool Water Woman di Davidoff.

Questi profumi come vi ho detto, sono persistenti e vi posso assicurare che sono identici all’originale. Quando lavoravo e non avevo problemi gravi economici li compravo regolarmente, ora nemmeno se trovassi lavoro potrei farlo per quante cose arretrate ho da pagare.

Da Lidl trovate anche:

  1. Luxury Pretty Sweet (simile a Poison Girl / Black Opium)
  2. Gibellini X Bolt (Hugo Boss Bottled)
  3. Luxury name of love (Trussardi my name)
  4. Luxury Excellent (Paco Rabanne Lady Milion)
  5. Luxury Famous (Armani Si)
  6. Suddenly Woman (Chanel N5)
  7. Suddenly Diamonds (Hugo Boss Orange)

Bene! Abbiamo un mascara figo e un profumo figo… Appena trovo altre cose ve le segnalo in questa mini rubrica.

Non temete, creeremo un abito che farà il monaco alla perfezione, ma anche il cardinale!!

Povery ma cool! 😉

Besitos! 😘

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Amare considerazioni

Se c’è una cosa che sono certa di aver capito della mia vita, è che io non ci ho mai capito un ca**o. Tutto quello che si poteva sbagliare, l’ho sbagliato : tempistiche, scelte, persone. Tutto un casino. Ho fatto il contrario di quello che avrei voluto (per il brutto vizio di pensare sempre prima agli altri o alla loro opinione) e sono diventata come non volevo diventare, un po anche per cause di forza maggiore, per carità, ma io il mio bel carico cel’ho messo di certo.

Con gli anni ho imparato a non farmene troppo una colpa ma a considerarla più che altro, solo una consapevolezza. Tuttavia ci sono dei periodi, particolarmente sfigati in cui penso “che stronza che sei stata, con i tuoi ideali del ca**o, il tuo sentimentalismo e la tua sensibilità del ca**o… A quest’ora potevi essere miliardaria e invece stai qua come una stronza”. Eh si quando mi rimprovero ci vado giù duro 😁

Oggi è uno di quei giorni. Ultimamente sta andando tutto abbastanza di cacca, per usare un eufemismo. E sono in uno di quei momenti in cui va tutto talmente male che non sai dove mettere le mani e ti guardi intorno quasi stordito, sicuramente incredulo e senza riuscire a capire “cosa devo fare? Cosa cacchio succede?”

Stamattina mentre correvo al corso, in ritardo come sempre (perché la notte dentro sta casa non si dorme più) mi guardavo intorno e osservavo le persone, i loro volti, le espressioni, i loro vestiti, le auto che passavano accanto all’autobus (cosa che faccio sempre) e pensavo “chissà se sono soddisfatti dei vestiti che portano, di come appaiono, della loro pettinatura, di quello che stanno andando a fare, della loro auto…” e pensavo che io risponderei no a tutto, e poi non so come mi sono messa a pensare a quanto la variabile” denaro” influenzi enormemente chi siamo e come viviamo. Tutto questo sull’autobus 😂.. Na pazza!!

Questi pensieri mi rattristato e così, quando mi succede, mi rifugio nella fantasia. Immagino cosa farei e come sarei se i soldi non esistessero o se ne avessi in quantità illimitate. E mi piace tanto vedermi vestita in un certo modo, con le mani ed i capelli curati, un lavoro che mi rende felice e fiera… Immagino cosa farei se potessi portare indietro il tempo per cambiare qualche variabile e vedere come va scegliendo l’opzione B anziché la A o viceversa. “E se fossi rimasta single e mi fossi concentrata di più su me stessa e sul lavoro? E se quando avevo un lavoro stabile avessi avuto il coraggio di accendere un muto, a quest’ora avrei una casa mia…” poi però penso “si vabbè buonanotte bella mia! Ma che te torturi a fa, tanto ormai non puoi cambiare il 90% di quello che hai fatto, puoi solo provare a fare scelte migliori in futuro” ma tanto lo so che io su queste cose non imparo mai, e che sbaglierei di nuovo perché sono talmente tanto fessa, che non riesco mai e dico mai a pensare solo a me stessa o a me stessa per prima.

Non so se vi ricordate, ma quando ero adolescente, andavano tanto i libri-game. Erano libri in cui tu decidevi come doveva evolvere la storia, decidevi le reazioni del personaggio e quindi determinavi il finale. Io ci andavo pazza, me li divoravo e amavo leggerli più volte per provare a fare scelte diverse. Ecco, diciamo che mi è rimasto il vizio e a volte gioco con la fantasia creando un libro-game della mia vita.

Ora vi saluto con un aforisma ad hoc.

Il detto popolare :

Come dicono a Roma “fra buona e cojona la linea è talmente sottile che manco se vede” . 😂😂😂

E voi? Avete rimpianti?